Hostess per cene: la storia di Silvia

Una storia vera quella di Silvia, utile per capire che un buon aspetto fisico unito a simpatia e sorriso, possono essere la svolta per iniziare a guadagnare da subito, e bene!

Ciao sono Silvia, ho 26 anni e ho cominciato a lavorare come Hostess per cene da circa quattro anni.

Come spesso accade, ho iniziato per caso in una nota discoteca di Milano dove facevo la ragazza immagine nei weekend. Come ragazza immagine il mio compito era quello di presenziare alle serate, attirare l’attenzione con look particolari, essere sorridente e sapermi muovere sulla pista da ballo. Era divertente, poco impegnativo, ma guadagnavo il giusto per pagarmi qualche extra.

Mai avrei pensato che nel giro di pochi mesi la mia ‘immagine’ sarebbe diventata la mia miniera d’oro! Un inaspettato up grade ad accompagnatrice per cene, detta anche hostess per cene, ha dato una svolta al mio conto in banca.

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A prima vista, potrebbe sembrare che tra ‘ragazza immagine’ e ‘hostess per cene’ non ci sia tanta differenza, ma non è così: i ruoli sono diversi e anche i guadagni lo sono.

La ragazza immagine nei locali deve solo apparire e all’occorrenza ballare, raramente capita di dover intrattenere i clienti. Insomma, a parte un look sexy e una certa avvenenza, non sono richieste doti particolari per svolgere questa professione.

Sono sincera, anche nelle serate più movimentate, dove mi scatenavo in pista, il tempo non passava mai. Mi annoiavo, mi sentivo come una bella statuina ammirata dagli uomini e, a volte, criticata dalle donne. Per non parlare del cachet, una nottata intera a sorridere e ballare sui tacchi alti per 80/100€ a servizio.

Accompagnatrice per cene sì, escort no

La svolta è arrivata quando il titolare di una discoteca dove lavoravo ogni tanto, mi fece una proposta.

Mi disse: “Silvia, mi serve un servizio da accompagnatrice per una cena con cinque manager di una multinazionale qui a Milano. Una delle ragazze che avevo contattato mi ha dato buca, potresti sostituirla tu domani sera?”

Al momento pensai le peggio cose. La definizione di ‘accompagnatrice’ mi faceva suonare 100 campanelli d’allarme. Ok, cubista o ragazza immagine ci sto. Ma escort no! Quindi senza troppi peli sulla lingua gli espressi il mio pensiero.

“Ma cosa hai capito?” – ricordo che mi rispose allibito – ” E’ evidente che non sai come funzionano queste cose.”

Mi descrisse nel dettaglio qual è il ruolo di una ragazza che fa la accompagnatrice per cene e fu una rivelazione! Praticamente mi si chiedeva di essere semplicemente me stessa.

Ho scoperto di essere perfetta come Hostess per cene di lavoro

Mi spiego meglio.

Chi fa questo lavoro deve essere portata per le PR e avere una discreta cultura generale (io sono diplomata al liceo scientifico e ho dato 6 esami alla facoltà di Scienze politiche), deve essere spigliata, deve saper conversare, deve anche sapersi vestire in modo consono ai vari eventi che si presentano.

Ma l’aspetto fondamentale è: niente sesso. Infatti, l’accompagnatrice per cene non c’entra niente con una escort. Fare sesso non è incluso nel servizio. Questo i clienti lo sanno, quindi può capitare che ci provino, (spesso) ma il limite lo stabilisco sempre io.

Ora, se vi state chiedendo quanto guadagna una hostess per cene, ecco la risposta: tanto!

Per partecipare alla cena, il titolare mi propose una cifra pari a quello che guadagnavo per una serata come ragazza immagine, ma avrei lavorato solo 2-3 ore e per lavoro si intende mangiare, bere, dialogare e soridere. Naturalmente accettai la proposta.

Le sera della mia prima cena da hostess ero nervosissima. C’erano altre tre hostess con me, ma non le conoscevo e non sapevo come sarei stata accolta.

Tutto filò liscio, i manager erano uomini divertenti che avevano solo voglia di rilassarsi con delle belle ragazze al tavolo, anche le mie colleghe (due di loro sono poi diventate mie carissime amiche) furono splendide con me, la solidarietà femminile esiste eccome!

Passai una serata piacevole, grazie anche alla qualità dei clienti, ancora ne conservo il piacevole ricordo. Al tavolo si scherzava, ma si parlava anche di argomenti più seri; ebbi modo di sfoggiare un po’ della mia cultura e della mia ironia. Finalmente mi sentivo valorizzata come persona, non solo come donna ‘immagine’. Insomma sembrava tutto fin troppo facile per essere vero. Ma era proprio così. Ero stata ben pagata per cenare in compagnia di persone piacevoli ed educate. Addirittura uno dei manager mi invitò a fare un viaggio di piacere con lui a Parigi. Ne fui lusingata, ma rifiutai.

Alla fine di quella prima serata avevo già chiaro che non sarei più tornata a fare la bella statuina in discoteca, così cercai nuovi ingaggi per fare l’accompagnatrice per cene. Ecco in breve come è iniziata la mia carriera da hostess/accompagnatrice per cene, eventi vari e viaggi.

Non tutte le uscite da accompagnatrice sono divertenti

E’ vero che non tutti i clienti sono simpaticissimi. Molti uomini amano avere un harem intorno quando sono seduti a cena, anche solo per fare un selfie o per risultare più interessanti agli occhi delle altre donne. Non sempre la compagnia è divertente ed entusiasmante ahimè, ma è sempre meglio guadagnare una media di 40€ l’ora, per mangiare, bere e parlare con persone poco interessanti, piuttosto che fare fotocopie a 6€ l’ora dalle 8 di mattina in un triste ufficio o fare la ‘ragazza immagine’ ore e ore sui tacchi in una fiera o in un locale. Questo almeno è il frutto della mia esperienza.

Essendo una Hostess freelance, decido io quando lavorare e con chi

Mi sono creata un discreto giro di conoscenze a Milano, ho i miei clienti fissi, altri clienti mi arrivano dal passaparola, più tantissimi contatti che mi arrivano dal web. Sono una freelance, non uso agenzie, mi promuovo online su siti dedicati a questi servizi e non devo riconoscere una percentuale del mio lavoro a nessuno. Se volessi potrei lavorare anche sei sere a settimana solo su Milano, che città meravigliosa! Ho colleghe che lavorano benissimo come hostess per cene a Roma, ma io amo Milano e sarà difficile che mi sposti da qui.

Milano non è certo economica e il mio lavoro di hostess richiede un guardaroba sempre aggiornato, che grazie ai miei guadagni, non è più un problema. Diciamo che oramai da Zara ci vado solo per sfizio, non per necessità come mi capitava qualche anno fa. Sì, con questo lavoro mi mantengo bene e ho anche tempo per preparare gli esami che mi mancano alla laurea… ma qui è la voglia che manca!

Se consiglio questo lavoro ad altre ragazze? Certo che sì. Io ho risolto i miei problemi economici semplicemente usando la mia persona, non solo il corpo, ma anche la mia cultura, il mio sorriso, la mia innata sensualità e il mio senso dell’umorismo.

Certamente non è un lavoro adatto a tutte le ragazze. Non solo perchè madre natura non ci ha dotate tutte dello stesso equipaggiamento, anche se questo si può ovviare con fascino, simpatia e chirugia?

Ma diciamo la verità: sostenere una conversazione intelligente, essere divertenti, rifiutare con eleganza le avance non gradite, saper stare al proprio posto o ascoltare discorsi poco interessanti del cliente di turno con aria coinvolta, non è da tutte!

Ecco perché mi sono permessa di stilare un piccolo vademecum per chi sta pensando di fare l’ hostess per cene, sono oramai parecchi anni che mi mantengo con questo lavoro, una certa esperienza ce l’ho!

Regole fondamentali per essere una perfetta Hostess per cene:

  • devi mostrare interesse al dialogo e sorridere sempre, mantenendo però il giusto distacco
  • non devi mai guardare l’orologio (al massimo dai un colpo d’occhio furtivo al telefonino per vedere l’ora) è brutto vedere che ti stai annoiando
  • mai usare il cellulare per telefonare e nemmeno per chat o social, a meno che non sia espressamente richiesto dalla circostanza
  • il look deve essere giusto per l’occasione: no zoccola, ma neppure santa e il tacco è ovviamente d’obbligo
  • usate un secondo cellulare durante questi servizi, perché è inevitabile che vi chiedano tutti il numero ed è brutto dire no
  • è inevitabile dare l’amicizia su Facebook o altri social a molti sconosciuti del tavolo. Io mi sono creata un doppio profilo e sul cellulare del lavoro uso solo quello
  • è necessario avere attitudine al dialogo, essere una persona divertente e non musona ed avere interessi a 360 gradi per partecipare a qualsiasi tipo di conversazione
  • altra cosa importante per poter lavorare bene anche con gli stranieri (che a Milano sono molti) è conoscere l’inglese, ma ovviamente più lingue parlate, meglio è
  • dite che siete fidanzate anche se non è vero, in questo modo potete difendervi meglio dalle avance non gradite
  • ultima cosa occhio al numero di drink che bevete, regola tassativa non perdere mai il controllo della situazione!

Buon lavoro

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